Gennaio 14, 2008
14 gennaio 2008: h. 17.30 e la selezione naturale
Posted by logios under Pensieri spettinati | Tag: Adattamento, e-goverment, Finanziaria, Selezione naturale |Gli ultimi barlumi di luce affogano nel cielo in fondo dove una scura linea di nuvole pare affermarsi portatrice di altra pioggia. E’ un giorno questo che faccio fatica a sopportare. Inciampo persino sulla tastiera (cosa che mi succedere raramente con tanta frequenza). Il mese di dicembre e questa prima quindicina di gennaio sono stati uno dei peggiori periodi che la mia memoria ricordi. Sapevo, sapevo dannazione che questo Natale sarebbe stato un supplizio ma non avrei mai immaginato che fra fine anno ed oggi la scala in discesa delle mie cose non avrebbe mai incontrato un sia pur piccolo ballatoio.
Stamattina, nonostante non mi sentissi in gran forma sono andato nel comune nel quale sono (s)consulente. Ho presentato il mio studio sul “as is, as will be” dell’ufficio tributi. Per farla più che breve un’analisi sistematica e scientifica basata sull’elaborazione di un complesso sistema di indicatori nati da un diagramma di Ishikawa. Il beneficiario dello studio mi ha fatto i complimenti. Mi ha detto che è stato un lavoro di altissimo livello professionale, strumento per progettare e valutare il cambiamento. L’ho ringraziato ed egli mi ha detto che vorrebbe che fossi io stesso ad illustrare i contenuti dello studio nel corso di una prossima “Conferenza dei sindaci”. Poi, poi abbiamo parlato del lavoro di domani ed è emerso un particolare della nuova finanziaria che ci ha lasciati senza parole. Passi che l’amministrazione non abbia competenze e capacità progettuale ma che il governo blocchi tutte le collaborazioni obbligando le amministrazioni ad una trafila che passa perfino il parere delle Corte dei Conti anche per le attività economicamente non pesanti ci è sembrata una pazzia soprattutto considerando il fatto che le grandi attività di consulenza non verranno toccate dal provvedimento. Sono l’unico esperto all’interno degli 11 comuni associati e non parliamo di informatica ma di gestione della conoscenza. Ho alle spalle “una certa” conoscenza di diritto amministrativo e di procedure della PA che permetterebbe a queste amministrazioni di uscire dai pantani dell’inefficienza a costi ridicoli se paragonati a tante altre realtà eppure il meccanismo da attuare per permettermi di continuare a lavorare li come in qualsiasi altri ente pubblico (comuni, comunità montante, consorzi, ecc., ovvero il mio naturale bacino di utenza) è così complesso che diventerà impossibile immaginare di avviare o solo completare i progetti in essere per almeno 6 - 9 mesi. Al punto che si è parlato senza mezzi termini di paralisi.
Far bene? Non serve più a nulla. Lavorare onestamente? Non serve più ad un bel niente. Fra 2 settimane concludo il mio lavoro. Predisporrò le relazioni conclusive e consegnerò il mio master plan per la creazione di un centro servizi informativo per i comuni associati e poi fine.
E la selezione naturale? Conta, conta eccome. Nel passato il più forte sopprimeva il più debole con la forza, le armi, gli scontri (come accade ancora oggi del resto nel mondo animale così come nella vita di certe società). Oggi la guerra è fatta di economie, di poteri, di legami, di interessi condivisi e di denaro. Se non si sta nel sistema si viene messi al margine e lentamente esclusi e se le persone, per senso di integrità morale, visione e serietà dei rapporti non scendono i gradini dell’ipocrisia e della convenienza subiscono l’allontanamento. Vince il più forte, anzi, colui che si sa adattare al cambiamento e questo è oggi il cambiamento. Io, non mi so adattare a tutto ciò. Non ho mai alzato il telefono per chiedere aiuto ad un “amico”, non ho mai lavorato in nero, non ho mai avuto secondi o terzi lavori ed ora sono uscito dal sistema, io come tanti altri che hanno operato per periodi di 2, 3 anni nelle PA, cambiando poi, per andare a sistemare altre cose altrove. Verrà incardinato ed assunto, sanato, come si usa dire oggi, il precario. Fuori. Sono fuori!
14 gennaio 2008: fra 3 settimane dovrò ricominciare a costruire un altro futuro. All’università non si capisce più nulla e la riforma voluta da Mussi sta creando tante incertezze che il futuro anche lì è incerto: fino al 2009 ci sono, poi si vedrà. La mia vita è ad una svolta. L’avere responsabilità di educazione e figli mi impone una reazione rapida e così sarà ma fra la fine delle speranze per una vita affettiva buona, la salute che non recupera, anzi, accidenti al medico che mi ha trovato decisamente peggiorato e a grande rischio di un “accidente pericoloso”, il lavoro che nonostante serietà, impegno, rigore e competenza non mi ha permesso di pianificare neanche l’ombra di un futuro, mi hanno schiacciato a terra nello spirito. Mi sono rafforzato, è vero, nell’insieme dei disastri e delle disavventure che mi sono occorse, l’aver compreso che non vi è più alcuna speranza per il cuore, per l’amore perso è stata una consapevolezza dolorosa e la castità derivata non solo non è un peso ma è una vera salvezza dall’angoscia del confronto e la paura di avere altri abbandoni da aggiungere. Sono più forte, sono più consapevole ma lo devo ammettere … spezzato. Darwin aveva proprio ragione “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”: io non sono nella terza categoria.
14 gennaio 2008: Auguri Leda, buon compleanno stella bella e tanta felicità!!!
Stamattina, nonostante non mi sentissi in gran forma sono andato nel comune nel quale sono (s)consulente. Ho presentato il mio studio sul “as is, as will be” dell’ufficio tributi. Per farla più che breve un’analisi sistematica e scientifica basata sull’elaborazione di un complesso sistema di indicatori nati da un diagramma di Ishikawa. Il beneficiario dello studio mi ha fatto i complimenti. Mi ha detto che è stato un lavoro di altissimo livello professionale, strumento per progettare e valutare il cambiamento. L’ho ringraziato ed egli mi ha detto che vorrebbe che fossi io stesso ad illustrare i contenuti dello studio nel corso di una prossima “Conferenza dei sindaci”. Poi, poi abbiamo parlato del lavoro di domani ed è emerso un particolare della nuova finanziaria che ci ha lasciati senza parole. Passi che l’amministrazione non abbia competenze e capacità progettuale ma che il governo blocchi tutte le collaborazioni obbligando le amministrazioni ad una trafila che passa perfino il parere delle Corte dei Conti anche per le attività economicamente non pesanti ci è sembrata una pazzia soprattutto considerando il fatto che le grandi attività di consulenza non verranno toccate dal provvedimento. Sono l’unico esperto all’interno degli 11 comuni associati e non parliamo di informatica ma di gestione della conoscenza. Ho alle spalle “una certa” conoscenza di diritto amministrativo e di procedure della PA che permetterebbe a queste amministrazioni di uscire dai pantani dell’inefficienza a costi ridicoli se paragonati a tante altre realtà eppure il meccanismo da attuare per permettermi di continuare a lavorare li come in qualsiasi altri ente pubblico (comuni, comunità montante, consorzi, ecc., ovvero il mio naturale bacino di utenza) è così complesso che diventerà impossibile immaginare di avviare o solo completare i progetti in essere per almeno 6 - 9 mesi. Al punto che si è parlato senza mezzi termini di paralisi.
Far bene? Non serve più a nulla. Lavorare onestamente? Non serve più ad un bel niente. Fra 2 settimane concludo il mio lavoro. Predisporrò le relazioni conclusive e consegnerò il mio master plan per la creazione di un centro servizi informativo per i comuni associati e poi fine.
E la selezione naturale? Conta, conta eccome. Nel passato il più forte sopprimeva il più debole con la forza, le armi, gli scontri (come accade ancora oggi del resto nel mondo animale così come nella vita di certe società). Oggi la guerra è fatta di economie, di poteri, di legami, di interessi condivisi e di denaro. Se non si sta nel sistema si viene messi al margine e lentamente esclusi e se le persone, per senso di integrità morale, visione e serietà dei rapporti non scendono i gradini dell’ipocrisia e della convenienza subiscono l’allontanamento. Vince il più forte, anzi, colui che si sa adattare al cambiamento e questo è oggi il cambiamento. Io, non mi so adattare a tutto ciò. Non ho mai alzato il telefono per chiedere aiuto ad un “amico”, non ho mai lavorato in nero, non ho mai avuto secondi o terzi lavori ed ora sono uscito dal sistema, io come tanti altri che hanno operato per periodi di 2, 3 anni nelle PA, cambiando poi, per andare a sistemare altre cose altrove. Verrà incardinato ed assunto, sanato, come si usa dire oggi, il precario. Fuori. Sono fuori!
14 gennaio 2008: fra 3 settimane dovrò ricominciare a costruire un altro futuro. All’università non si capisce più nulla e la riforma voluta da Mussi sta creando tante incertezze che il futuro anche lì è incerto: fino al 2009 ci sono, poi si vedrà. La mia vita è ad una svolta. L’avere responsabilità di educazione e figli mi impone una reazione rapida e così sarà ma fra la fine delle speranze per una vita affettiva buona, la salute che non recupera, anzi, accidenti al medico che mi ha trovato decisamente peggiorato e a grande rischio di un “accidente pericoloso”, il lavoro che nonostante serietà, impegno, rigore e competenza non mi ha permesso di pianificare neanche l’ombra di un futuro, mi hanno schiacciato a terra nello spirito. Mi sono rafforzato, è vero, nell’insieme dei disastri e delle disavventure che mi sono occorse, l’aver compreso che non vi è più alcuna speranza per il cuore, per l’amore perso è stata una consapevolezza dolorosa e la castità derivata non solo non è un peso ma è una vera salvezza dall’angoscia del confronto e la paura di avere altri abbandoni da aggiungere. Sono più forte, sono più consapevole ma lo devo ammettere … spezzato. Darwin aveva proprio ragione “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”: io non sono nella terza categoria.
14 gennaio 2008: Auguri Leda, buon compleanno stella bella e tanta felicità!!!